mercoledì 31 ottobre 2018

Hughes & Kettner Statesman Quad EL84

Continuando un po' il post precedente, ho provato la Ibanez RG 652AHMFX con un ampli che mi incuriosiva già da un po'.
Non ho mai pensato che fosse un prodotto adatto al Heavy Metal, ma esisteva sempre una certa possibilità che non potevo certo escludere senza provarlo. Sarebbe stato meglio avere l'occasione di farlo poi con una chitarra delle mie, ma questo non è stato possibile, vista la curiosità per entrambi i prodotti in quel giorno ho scelto questo ampli per provare quella chitarra.

Vediamo le caratteristiche dell'ampli:
  • è un combo 40 watt valvolare;
  • ha 4 valvole EL84 (quelle del mitico Marshall 20/20... mio);
  • ha 2 12ax7 preamplificatrici;
  • possiede un riverbero Acutronics che non è male;
  • ha loop effetti seriale;
  • ha 2 canali (clean e crunch);
  • un volume sul canale clean;
  • sul canale distorto ha Master e Gain;
  • 1 cono da 12, Celestion, cred;
  • ha varie altre cose come il pedale switch...
H&K Statesman Quad EL84
Cominciamo col canale pulito: su questo ho detto qualcosa nel post precedente e non ci possono essere particolari contro indicazioni: sfido chiunque a non riuscire a trovare suoni puliti, ma veramente puliti adatti a Rock, Jazz, Blues, Metal... devo denunciare una mia mancanza: non ho esplorato la possibilità di ottenere suoni sporchi... per ovvi motivi...

Passiamo al canale distorto... sono proprio curioso di vedere cosa si tira fuori...
Si comincia con gain ad ore 9 ed impostazioni flat: il suono è soltanto un pelino sporco, neanche crunch secondo me. Salendo gradualmente si incattivisce lentamente fino circa ad ore 12 dove è sicuramente crunch, ma non certo adatto alle mie orecchie. Continuando a salire di gain il suono si ingrossa ma non entra mai nella regione di una vera e propria distorsione...neanche al massimo, livello al quale non ho mai sentito niente di simile, è particolare, ci arriva vicino ai suoni belli distorti da ritmica ma... inutile giocare con i toni, certi suoni sono un terreno sicuramente inusuale per questo ampli, non è fatto per quello... però devo dire che questo crunch con questo timbro posso pensare sia utilizzabile per altri generi e non mi lascia del tutto indifferente.
Credevo permettesse suoni solistici cremosi alla Steve Vai ma neanche quelli... spesso è acido, alle volte arriva al suono vellutato di certi bluesman che mi è capitato di ascoltare, ma questo secondo suono è troppo poco.
Certo bisogna vedere con altre chitarre, con pedali distorsori o overdrive belli spinti... chissà se cambia qualcosa.

In conclusioni sul pulito, quasi come sempre, abbiamo molte possibilità ed il timbro mi piace; per il suono distorto prettamente Metal: è un amplificatore troppo limitato: a meno di sorprese con altri strumenti/aggeggi è fatto per suoni puliti o appena appena crunch... per certi blues dolci va sicuramente bene, va altrettanto bene per dei jazz sia puliti che sporchini, per il blues sanguigno...forse ci vuole un'altra chitarra.

mercoledì 17 ottobre 2018

Ibanez RG 652AHMFX ngb

Secondo pomeriggio torinese con tempo libero... vado a visitare Scavino.
Scavino è un negozio molto fornito all'interno della città... non ha rivali, lì!
Ma purtroppo si limita alle solite marche (nel campo delle chitarre elettriche Fender, Gibson, PRS, Ibanez) mai che si possa trovare una Schecter USA o una Jackson di produzione statunitense... comunque ci sono ancora molti prodotti che non conosco affatto e mi incuriosiscono.

Ecco per esempio la Ibanez RG 652AHMFX Prestige color nebula green burst che io sarei quasi propenso a prendere come seconda chitarra, mi dico vediamo se almeno l'Ibanez sa rendere i suoni che voglio con due humbucker.

Ovviamente è una solid body 6 corde:
  • corpo: Frassino;
  • manico: super wizard HP;
  • tastiera: Acero occhiolinato 24 tasti;
  • ponte: fisso, Gibraltar Standard II;
  • pickup al manico: Di Marzio Air Norton;
  • pickup al ponte: Di Marzio Tone Zone;
  • controlli: 1 volume, 1 tono, switch a 5 posizioni, tipico Ibanez (ma non tanto tipico sulle HH);
  • meccaniche: Gotoh autoblocanti.
E' molto bella... mi chiedono a quale ampli la voglio collegare... ed, anche se non è il mio genere, scelgo lo Hughes & Kettner Statesman, così mi tolgo un secondo sfizio e poi ne parlo...
la chitarra che ho provato io al negozio
Quindi collego la signora al piccolo (piccolo si fa per dire) ampli e parto dai suoni puliti.

Ho provato poco con gli humbucker pieni ma posso dire che il suono è sempre bello medioso, se non togli un po' di medi in più del solito... e si sente anche una presenza di alti abbastanza importante. In effetti mi risulta che molti pickup Di Marzio siano così, chi più chi meno.
Poi sono passato alle configurazioni che mi interessano:
  1. posizione 2: i due humbucker sono splittati a single coil: no non trovo quel suono che tanto mi piace, provo in vari modi regolando prima i toni e poi giocando con il gain ed il master, ma no. Avverto chiaramente un timbro diverso da quello, anche bello da strato, ma non è quello che cerco,
  2. la posizione 3, centrale, la escludo perchè questa chitarra in questa posizione ha entrambi i pickup interi...
  3. posizione 4: l'humbucker al manico è in parallelo, le bobine sono in parallelo... due single molto vicini in parallelo... che dire: è caldo, definito, si ottiene un suono strato togliendo i medi. Con medi e pochi bassi si arriva ad un suono quasi tele (per quanto io ne possa capire di suoni telecaster). 
Niente suoni 2 o 4 delle HSH. Comincio a pensare, ma siamo solo alla prima prova del genere, che il single coil centrale sia necessario per quei timbri...

Poi, per curiosità, passo al canale Crunch. E qui mi fermo perchè ne parlerò nel prossimo post.

La chitarra per feeling è niente male, non ho avuto difficoltà con la mano sinistra sulla tastiera, come per ogni Ibanez di questo tipo del resto, se avessi trovato i suoni che cercavo, almeno uno, l'avrei presa seriamente in considerazione... anche se oggi giorno sono veramente a corto di contante... Devo registrare che, a differenza della RG 2570 Prestige, che ho, mi sono trovato meglio con la mano sinistra, quindi sono sempre più convinto che per me ci vuole un ponte fisso visto che è la differenza più importante tra queste due chitarre (il manico direi che è lo stesso).

Il prezzo è comunque importante ma a questo prezzo si trovano ancora delle Premium made in Indonesia che a me fanno storcere il naso... quindi meglio una Prestige.

domenica 7 ottobre 2018

Marshall Valvestate S80

Trasferta di lavoro a Torino...
Ovviamente ne approfitto per fare prove di strumenti musicali nel tempo libero.
La prima tappa dal mio amico M. che abita in zona Nichelino... una serata davanti a qualche birra a parlare di strumenti, musica, ecc
M suona la chitarra da circa 15 anni ed ha 36 anni, non aggiungo altro perchè non sono autorizzato a divulgare informazioni personali.

In particolare ha una Ibanez RG 2570 Prestige grigia con tastiera in palissandro del 2011 e meccaniche Ibanez invece che Grover, molto simile alla mia direi, e poi ha un bel Marshall abbastanza vechiotto ma in buone condizioni... un Valvestate S80 da 80 watt con 2 coni Celestion G12T ogniuno da 40 watt. E' un valvestate perchè ha una valvola nel preamplificatore, una 12AX7 (ECC83), inoltre ha 2 canali ed una discreta sezione effetti.
I controlli dell'ampli sono i tipici controlli Marshall, ma è diviso in tre sezioni:
Abbiamo il jack di input (ovviamente) poi

1a Sezione canale pulito:
  • gain;
  • tastino di cambio suono da pulito a lieve crunch; 
  • bassi, medi, alti;
poi, a parte direi, il tastino per passare dal canale pulito al distorto.

2a Sezione canale distorto:
  • manopola del gain anche qui;
  • magico tastino di boost;
  • bassi, medi ed alti;
  • controllo aggiuntivo di contour (controllo sulle medie frequenze) .
3a Sezione:
  • send/return per gli effetti esterni, il return è anche stereo;
  • tasto per regolare il segnale degli effetti esterni (pedali e pedaliera o effetto rack);
  • manopola effect che regola un po' il volume del loop esterno;
  • sezione riverbero interno.
Esternamente a queste sezioni c'è:
  • la manopola del Volume Master dell'amplificatore;
  • jack per cassa esterna;
  • jack per pedale abbinato all'ampli;
  • tasto on/off.
Un ampli in stile Marshall, molto ben fatto, direi... ancora una produzione inglese (che tempi!)
marshall s80 del mio amico
Passiamo al suono... con la RG 2570...
Il pulito è molto bello e la chitarra permette ottime possibilità per i puliti rockettari che mi piacciono.
In posizione 2 e 4 non c'è che l'imbarazzo della scelta per selezioanare i suono che servono.
Pigio il tasto che da il crunch e come sempre non posso apprezzare queste sonorità tipiche da generi sporchi che non mi appartengono... che ci faccio? Ok ci fai del Blues ma non è abbastanza saturo a mia parere, in fondo abbiamo una sola valvola a disposizione ed quasi sempre molto presente con le medie...
Passiamo al canale distorto... e qui viene fuori che comunque questo è un bel transistor ma le valvole non le ha viste proprio di passare, ora io non sono un tecnico in materia di amplificatori, non so come sia realizzato ed in che posizione sia la valvola, di sicuro non è all'ingresso, sarebbe uno spreco, sarà in distorsione ma non è sufficiente per scaldare; M mi conferma che questo ampli è si duro ma non scalda il suono, ha un'ottima distorsione che si può usare per ogni genere del Metal, senza dubbio (se piace) si possono raggiungere sicuramente suoni Maideniani, Megadethiani, ecc. Con distorsioni ad ore 15, bassi ed alti ad ore 15, medi quasi a zero si ottiene quello che può essere il miglior suono disponibile per ritmica... e non è niente male; per me manca un po' di compressione e di calore.
M usa qualcosa di simile per la ritmica (lui fa la chitarra ritmica soltanto) nel suo gruppo di cover hard rock / heavy metal torinese.

Un bel suono per la chitarra solista non l'ho trovato, per me sono suoni sempre molto freddi, M non ci fa la solista ma lui dice che un suono per lui andrebbe bene: Gain ad ore 13, alti ad ore 11, medi ad ore 15 e bassi ad ore 12. Però lui se dovesse fare la solista davvero aggiungerebbe anche un overdrive probbabilmente sul canale pulito... con l'offerta che c'è sul mercato c'è l'imbarazzo della scelta... secondo me alla fine si convincerebbe e cambierebbe amplificatore.

In conclusione questo Marshall S80 è da considerarsi un'amplificatore a transistor (non ditemi balle sulla valvola presente che non ci sto) ben costruito e buono per chi ha bisogno di due suoni diversi uno pulitino ed uno distorto per ogni genere che va dal Rock al Metal... per quello estremo non so... Per Jazz credo di no... bisognerebbe provare con una chitarra archtop.
Quando si trova in vendita, ovviamente usato, costa abbastanza poco... può essere un'occasione.

venerdì 21 settembre 2018

Yamaha Pacifica 611 VFMX

Entro in contatto con un tizio, G, che mi propone uno scambio: lui mi cede la sua Yamaha Pacifica 611 VFMX ed io gli do la mia Ibanez RG 2570 Prestige.
Quindi faccio una ricerca su internet per vedere come è questa Yamaha...
  • costruzione: bolt on;
  • corpo: Ontano con top in Acero fiammato; 
  • manico: Acero;
  • tastiera: Palissandro; 
  • capotasto: Graph Tech TUSQ (moderno);
  • meccaniche alla paletta: Grover con sistema locking;
  • scala: 25 1/2" (648mm);
  • raggio di curvatura: 13 3/4" (350mm);
  • tremolo: Wilkinson VS-50 a sei viti, compatibile con i ponti Fender vintage a 6 viti, aggiungo io;
  • pickup: Seymour Duncan SP90-1n al manico (vintage) e humbucker TB-14 (o Custom 5) al ponte (altro aspetto moderno) con comando di split-coil sulla manopola del tono;
  • battipenna in alluminio e una splendida finitura nero satinata (Translucent Black), moderna ed unica per questo modello.
E' stata votata miglior chitarra al NAMM 2017... per rapporto qualità prezzo immagino... e sul sito della Yamaha scrivono Ispirato a quelle chitarre custom shop USA degli anni 80 e a quella versione originale, il PAC611VFMX in edizione limitata è oggi l'incarnazione del concetto Pacifica... mah!

La chitarra è un'edizione limitata, appunto, è moderna, in perfetto stile Yamaha, ma strizza l'occhio anche al passato (come si evince dalla mia descrizione iniziale), tecnicamente perfetta ed economica come da filosofia aziendale... infatti io comincio a pensare che servirà un conguaglio a mio favore, anche se la mia chitarra ha più anni e qualche graffio mentre quella di G è del 2017 ed è intonsa.
Yamaha Pacifica 611 VFMX presa dalla rete
Dimenticavo: le sellette del ponte sono impregnate di Teflon che riduce notevolmente la rottura delle corde e la punta tonale dominante sui 2KHz che ogni ponte costruito in metallo possiede. Inoltre lo split-coil switcha solo il pickup al ponte che è un humbucker, il P90 non è proprio un humbucker.

Viste le sue caratteristiche ed anche l'aspetto economico da chiarire, decido che questa chitarra la vado a provare... ci sentiamo con G e decidiamo che faremo una prova dei rispettivi strumenti senza impegno nella sua sala prove casalinga: in sostanza io vado con la Ibanez a casa sua così che lui possa provare la mia chitarra con la sua strumentazione, intanto, io vedo la sua Yamaha e la provo da spenta per sentirne il feeling, se mi sembra interessante ci metteremo d'accordo per un secondo incontro, questa volta a casa mia, per provare definitivamente la Yamaha con la mia strumentazione. Lo so che è una procedura alquanto farraginosa ma, ora come ora, spostare il mio rack e le casse è un po' scomodo, inoltre sono convinto che se la chitarra mi dovesse piacere sul serio potrei anche riuscire a farla suonare bene con la mia attrezzatura: mi basta preparare dei suoni ad hoc... nelle memorie della pedaliera MIDI, dell ADA MP1 e del Pitch Factor c'è ancora un sacco di spazio.

G ha una discreta pedaliera composta da alcuni booster/overdrive, dal Eventide H9 (per delay, riverberi ed altro) che pilota un amplificatore DV Mark e cassa DV Mark 1 X 12 leggera e discretamente potente, molto funzionale, e qualche altra roba. Comunque lui imbraccia la mia RG 2570 Prestige e suona intanto io provo il feeling sulla sua Yamaha.
Mi accorgo subito che il manico è cicciotto, lui dice stile Telecaster, ma io ricordo nitidamente le Schecter avute e o provate (visto che fino ad ora ho provato una sola Telecaster); noto anche che ha tasti più piccoli di quelli a cui sono abituato... ma non è un problema.
In una ventina di minuti mi convinco che questa chitarra non mi potrà esser utile, io non amo manici così ciciotti, ho avuto due o tre chitarre così, ormai lo so... ed inoltre se voglio affiancarla alla Jackson slsmg il passaggio tra le due deve essere il meno drastico possibile, a mio modo di vedere...

Poi, giusto per completezza, attacco la Yamaha alla strumentazione di G per farmi un giro... noto subito che ha un suono pulito molto vintage e più pieno, in ogni posizione dei pickup. La Ibanez, a differenza, ha un suono con più alti ed ha quei meravigliosi suoni ibaneziani in posizione 2 e 4... la yamaha quei due non li ha e non ha neanche la stessa saturazione del humbucker al ponte, a parità di configurazione sulla pedaliera di G. Splittando il Custom 5 si ottiene un suono più telecasteriano.

Non ho potuto provare una vera distorsione, come piace a me, perchè G non la usa ed a me non andava di stravolgergli le manopole sulla pedaliera... infondo abbiamo già convenuto che non procederemo con la transazione, sarebbe solo una perdita di tempo per entrambi... e credo che anche lui abbia altro da fare...

venerdì 31 agosto 2018

Come Farsi Passare la GAS Senza Spendere Nulla

Un giorno mi viene in mente che mi può servire una loop station... per far pratica di assoli ed improvvisazione e provare le mie idee prima di registrare... ah la GAS! Individuo, ovviamente, una macchina abbastanza economica, il pedalino Boss RC-3.
Guardo su internet prezzi e caratteristiche... oggi starebbe 130 euro e pure giuro di averlo trovato a 200 tempo fa...

L'oggetto in questione ha il classico formato dei pedalini singoli Boss come il DS-1, il PS-5 ecc, è rosso ma è un pelino più complicato di quelli come caratteristiche... possiede i seguenti controlli:
  • in alto a sinistra un led rosso per indicare se si sta registrando;
  • poi un led verde per il play; 
  • si scende e ci sono le due manopoline innestate per il volume della sezione ritmica (la batteria) e del loop che si sta riproducendo (se c'è);
  • ci spostiamo con lo sguardo di poco a destra ed in alto c'è il display a due cifre che serve per indicare il banco di memoria selezionato (ci sono 99 memorie, 90 delle quali già accupate da vari sample); 
  • sotto il diplay ci sono due bottoncini per navigare tra le memorie (di una posizione per volta ovviamente, una su ed una giù); 
  • muovendo ancora lo sguardo, in alto a destra c'è il bottone per scrivere o cancellare le memorie; 
  • più in basso un bottone per attivare o disattivare l'accompagnamento di batteria;
  • più a destra, in verde acceso, un secondo bottone per attivare o disattivare il metronomo.
In aggiunta a quello che si evince dalla presenza dei controlli ha le seguenti funzionalità e caratteristiche:
  • la memoria interna è discretamente capiente e permette una durata della registrazione di almeno tre ore (complessive) per 1.7 GB;
  • il pedale ha la possibilità di esser collegato ad un PC tramite una connessione USB 2.0 per importare o esportare, in formato WAV, dei sample a 16 bit e 44.1 kHz;
  • ha ingressi ed uscite stereo o mono, per la massima flessibilità;
  • può essere connesso con effetti, amplificatori, mixer e registratori, dipende dalla vostra strumentazione, tuttavia, l'interoperabilità è garantita;
  • possiede una funzione Auto Record (AR);
  • la drum machine è eccellente, non sono suoni sintetizzati ed è provvista di 10 ritmi per i generi musicali più comuni: Blues, Rock, Pop e così via. (Leggo nei forum che hanno tolto i generi Metal [HAIA!!!] e Bossa Nova e non è mai stato presente il Jazz [nei modelli precedenti]).
  • permette la regolazione del Time Signature.
Spendiamo due parole sulla funzione AR: se è attivata, parte una registrazione quando riceve un segnale che può essere la vostra chitarra, un altro strumento o, per esempio, un riproduttore di CD, se non è attiva c'è una sequenza predefinita per registrare...
  1. pigiata registra; 
  2. pigiata sovraincide; 
  3. pigiata riproduce; 
  4. due pigiate stop... 
La procedura manuale (o pedestre :-) ) è alquanto farraginosa per i miei gusti. La successione delle funzioni è modificabile ma non è possibile semplificarla solo col RC-3... Sarebbe possibile ridurre un po' la complessità di queste operazioni con l'utilizzo di pedali addizionali della BOSS, l'FS-5U (1 o anche 2) e l'FS-6.
Le singole registrazioni possono essere anche molto lunghe... quanto? Considerare un ingombro pari a 10 MB al minuto per una valutazione approssimativa...

Un difetto che in molti forum è stato fatto notare è che anche questo pedale come i suoi fratelli BOSS singoli introduce un po' di rumore nel setup di un chitarrista; altri affermano che introduce anche un po' di latenza.

Non del tutto convinto dalla GAS... vado a fare due domande ai miei conoscenti di Centro Chitarre...
Viene fuori che c'è un certo problema in merito all'utilizzo del pedale in catena o meno... Si, perchè la domanda da farsi è qual'è il posto più adatto per questo aggeggio?
Rispondere non è facile, come in molti altri casi, diciamo che va messo a valle di ogni effetto importante, anche dei delay... inoltre non è conveniente mandare la sua uscita all'ampli, ne nel preamplificatore ne nel loop effetti (anche se in casi estremi... Finchè si tratta solo di riprodurre la chitarra... ma il nostro amplificatore preferito non è studiato per far suonare anche la batteria o il metronomo: non sarebbe un bell'ascolto.

In linera puramente teorica, in presenza di una qualsiasi loop station (senza effetti incorporati ovviamente), sarebbe ottima una catena del suono simile:
chitarra -> effetti pre -> preamplificatore -> effetti post -> finale -> cassa -> microfono (cassa e microfono in una iso-cab altrimenti non vedo come possa funzionare bene) -> loop station -> impianto proporzionato alla bisogna per ascoltare il tutto ed ottenere il massimo.

Semplificando questa prima idea (non alla portata di tutti), la catena può esser ridotta a:
chitarra -> pedaliera +/- simulazione di cassa e/o DI -> loop station (uscita stereo/mono) -> impianto mixer... ed alleggerire il tutto...

Per andare sicuramente meglio si potrebbe prendere un sistema che ha tutte e due queste funzionalità (loop station e multieffetto) come il BOSS micro BR80 (che ho avuto e recensito un po' di tempo fa qui e qui) che però aveva il difetto (per me) di non esser gestibile con o come una pedaliera.

Comunque i signori di CC non consigliano l'RC-3 se non a chi vuol proprio risparmiare... altrimenti meglio qualcosina di un pelino superiore... ma, viste le difficoltà che comporta ed i difetti, dopo giorni di elucubrazioni mi è passata la voglia di farmi un aggeggio simile, in fondo sono opportunamente attrezzato di studio per Home Recording casalingo e non sarebbe difficile prepararmi delle basi (come ho già fatto) sulle quali provare ed improvvisare...

Inoltre bisogna distinguere a cosa serve effettivamente questa loop station... se serve solo in casa per esercizio è un conto, se serve per le prove ed in genere per suonare con la Band è un altro... va valutato ogni caso con buon senso.

giovedì 16 agosto 2018

Yamaha Revstar RS 420

Proviamo una chitarra particolare, non molto nelle mie corde... però un tipo mi ha fatto venire la curiosità...

G ha gentilmente accettato di farmi provare una delle sue chitarre... una Yamaha RS420, me l'ha anche portata a far vedere a casa ma non ha voluto che facessi il video...
Perchè? 
Non so!

Di che chitarra stiamo parlando?
Di questa in foto...
foto originale
E' una solidbody con:
  • corpo in Nato... sembra un legno particolare ma è una specie di mogano,
  • top in Acero,
  • manico in Nato,
  • tastiera in Palissandro 22 tasti,
  • scala 628,6 mm, molto corta,
  • 2 humbucker - vh3, di tipo vintage, ma non ne sono sicuro, nemmeno il padrone lo è,
  • selettore a tre posizioni con possibilità di splittare gli humbucker sul volume,
  • meccaniche die cast,
  • ponte tune o matic con stop-tail come i Les Paul,
  • volume e tono.

E una chitarra per certi versi vintage ma strizza l'occhio anche alla modernità se la suoni in un certo modo... in fondo la casa Yamaha ha sempre fatto innovazione con i suoi prodotti.

Cominciamo a suonare con la mia Pandora e subito si nota un suono spaventosamente grosso sul pulito... con medi molto marcati, mi sembra che comunque la chitarra si comporti bene con ogni regolazione... anche perchè la testata non è niente male.
Ci suono dieci minuti ed il meglio del meglio si trova in posizione dello switch che attiva l'humbacker al manico (la 1, secondo la convenzione, mi pare) ma splittato col push pull... volume ad ore 15, gain ad ore 13, bassi ad ore 13, medi ad ore 9 ed anche meno ed alti ad ore 11 o 12... è il suono che preferisco per arpeggi intensi... aggiungendo un po' di riverbero/delay/chorus a seconda delle situazione. Il suono di questi single coil è veramente pulito e silenzioso... vedi la modernità della Yamaha?

Passiamo al canale distorto della mia testatina ed il timbro Metal si trova sulla modalità Vintage con volume ad ore 12, gain ad ore 12, bassi ed alti ad ore 12 e medi ad ore 9... è già un suono discreto grosso e rotondo quanto basta ma anche aggressivo... con humbucker pieno al ponte. Prima di questa configurazione con gain più bassi si ottengono suoni molto Blues o da Acid Jazz... freddi o caldi in base alla presenza di alti e medi ... con i medi che la fanno da padrone si può ottenere un timbro che ricorda abbastanza da vicino Malmsteen... questi suoni, come ben sapete, non mi piacciono ma sono disponibili per chi fosse interessato... Salendo con il gain il suono diventa poco gestibile... i pickup sono abbastanza rumorosi... anche se si può ottenere un suono molto vicino alla ritmica Thrash io non superei mai il 60%, visto il rumore di fondo.
Gli assoli vengono bene ma con la scala così corta mi ci devo abituare e ci vuole, credo, molto tempo... intanto faccio errori...
Un buon suono solista l'ho trovato sempre con modalità Vintage con gain ad ore 11, alti ad ore 12, bassi ad ore 13 e medi ad ore 11 circa... veramente un suono bello saturato per assoletti con feeling o stoppati... poco incisivo però per gli assoli veloci... per questi ultimi aggiungo 2 o 3 punti di gain ed il gioco è fatto.

La modalità Modern della mia testata io la userei per le ritmiche più americane, per le soliste non mi è mai piaciuta... e qui si possono alzare i potenziometri dei medio alti, viste le caratteristiche della testata... una ritmica Thrash Metal si ottiene con gain ad ore 15 volume ad ore 12 (o anche più su) ed un equalizzazione abbastanza a V con bassi ad ore 15 medi a meno di 9 ed alti ad ore 15. Il rumore è più contenuto rispetto a prima... la mia testata Pandora è veramente una macchina da guerra Metal come poche...

A proposito il manico è molto scorrevole, l'action è bassissima... la giunzione tra manico è body è di quelle moderne che facilita l'accesso ai tasti più acuti...

mercoledì 1 agosto 2018

Fender Stratocaster USA Select SSS...

Non ho voluto raccontare troppo della chitarra provata nel post precedente al Centro Chitarre insieme all'ampli Mesa per dedicarle una spazio ad hoc ora...
Ho affermato genericamente che era una Strato con soli single coil... una scelta inusuale per me... ebbene è una Fender Stratocaster USA Select SSS... colore Dark Cherry Burst opaco davvero chiccoso... anche se io preferisco un bel blue supervenato :)...

Questa elettrica ha un top bello figurato (fiammato) in acero sul solito ontano del body, manico quarter sawn  in acero fiammato a C (quindi cicciotto come tutte le strato) molto bello, rifinito satinato che ricorda la Suhr che ho imbracciato 3 mesi fa sempre al Centro Chitarre; con questo modello Fender introduce una tastiere dal raggio di curvatura compound da 9,5 a 14 pollici in acero molto venato e bello con i soliti 22 tasti medium jumbo ben puliti ed i pickup sono disegnati appositamente per il nuovo modello... direi vintage style.

Il truss rod è doppia azione. Dietro la paletta campeggia il logo Fender Select. Dot neri in madreperla sintetica (qui non mi trovo d'accordo) sotto una finitura lucida. Il tradizionale selettore sequenziale a cinque vie permette di miscelare i tre pickup nel modo usuale per questo modello, mentre i controlli di tono no-load rispettano le sonorità stratoidi in qualunque posizione.
L'hardware, tutto cromato, offre un set di meccaniche di tipo deluxe abbinate a un ponte tremolo a due perni con sellette aperte stile vintage sicuramente Fender...

Come ho scritto nel post precedente questa chitarra per uno come me da il meglio di se sui puliti... ripeto ho trovato il miglior pulito che abbia mai sentito, senza particolari sforzi... in posizione 2 dello switch, ampli settato come segue:
  • Normal, a 40 watt
  • volume e master ad ore 12, 
  • alti ad ore 11, 
  • bassi ad ore 13... 
  • riverbero ad ore 9... 
Non c'è niente di meglio secondo me.

Chiaramente la configurazione di pickup ed il loro tipo, a mio avviso ad uscita non alta, non permettono grandi distorsioni, per cui è impossibile farne un ascia da Metal e sottogeneri, ma è bella, peccato il prezzo al di sopra delle mie attuali tasche (e poi ho altri strumenti già in esubero).
la Strato provata

Ho anche notato che questa chitarra accoppiata con quell'amplificatore non perdona nessuna imprecisione con la mano sinistra o destra... ho suonato lo strumento in finger picking... ed io non sono un bravo esecutore con questa tecnica, ma al negozio non vogliono che qualcuno graffi le loro chitarre nuove di qualità con il plettro (giusto o non giusto sono padroni, o mangi sta minestra o salti dalla finestra, no?) e quindi gli errori sono stati più del solito... ho sentito pienamentetutte le stecche che ho fatto... nitide, impietosamente.

Anche se questa chitarra non mi serve e non è adatta alla mia musica ed al mio stile non vi nascondo che l'ho desiderata, per poco, ma l'ho desiderata... non so perchè...