lunedì 25 settembre 2017

FaiDaTe: sulle Pedaliere e sulle Valigette parte 2

Riprendiamo il discorso di due post fa sulle mie esperienze e letture in merito alla costruzione faidate di pedaliere valigette et similia... passiamo ad altre parti non meno importanti...


FISSAGGIO:
Anche a questo bisogna pensarci in fase di progettazione... si rischia di far saltare tutto...
Realizzati i supporti di legno (e deciso come far fronte al trasporto) vediamo come si può fissare un pedale alla pedaliera/tavola... Questa è una parte difficile se si hanno diversi stomp box di dimensione diversa. Vediamo le possibilità che conosco...

Metodo 1
Non pochi li fissano con viti, come nella figura sottostante, magari utilizzando altri supporti in metallo (piccole staffe) per non rovinare i pedali, ma funzionalmente è un metodo pessimo, se si decide di cambiare disposizione dei pedali è un vero casino svitare ogni pedale e riavvitarlo.
fissaggio con staffa
Metodo 2
Io fino ad ora ho sempre utilizzato il velcro in quantità, sia maschio che femmina, mi ci trovo bene e non si stacca tanto facilmente dal pedale... sono riuscito pure a ripulire i pedali dalla colla che rimane attaccata dopo la rimozione del velcro (quando tolgo i pedali magari per venderli) e farli tornare come nuovi... per me è una soluzione ottima e non mi posso lamentare. Una seconda possibilità per evitare la colla: si prende un foglio di plastica (tipo quello delle cartellette da disegno), lo si ritaglia delle dimensioni del pedale, si smonta il retro del pedale, lo si rimonta avvitando assieme anche lo strato di plastica a cui si attaccherà il velcro, così niente colla sotto il pedale... ma è superfluo.

Metodo 3
Ultimamente ho scoperto che il metodo migliore, nonché “esteticamente vincente”, è rivestire un lato della tavola di moquette, tipo quella per gli interni delle auto (estremamente economica, la trovate in una qualsiasi ditta di tappezzerie). Per fissarla basta stendere una mano di colla vinilica sulla tavola, incollare la moquette e infine, a colla asciugata, fissare i bordi con dei punti metallici. A questo punto fissate al fondo dei pedali delle strisce di velcro maschio (quello con gli uncini, per capirci).
fissaggio con moquette e velcro maschio
Metodo 4
Qualcun altro utilizza del nastro bi-adesivo (non quello misero da cancelleria, ma quello professionale spesso, spugnoso e collosissssimo!) a detta di qualcuno di loro la tenuta è perfetta, i pedali si staccano solo con una forte tensione e, soprattutto, se si decide di cambiare la loro disposizione non è questione di un attimo ma si può fare. Non è una soluzione che preferisco!

Metodo 5
Qualcun'altro usa ancora le fascette: realizza dei fori nella pedaliera (ovviamente 4 per pedale, opportunamente posizionati in corrispondenza degli stessi, stando attenti a non disturbare poi il pedale da piagiare, il movimento dei potenziometri ecc) e fissa i pedali alla pedaliera con quelle, ma è un metodo brutto da vedere, sicuramente economico ma poco efficiente.

Segnalo anche il Fastner...ed il sollevapedali ... della StageTrix.
Fastener della Stagetrix
ALIMENTAZIONE:
Quello dell'alimentatore è uno dei problemi maggiori. Da esso dipende il buon funzionamento dell’impianto nonché (cosa fondamentale) la qualità del suono. Un alimentatore dev’essere debitamente schermato perché produca la minor quantità di rumori e fruscii. La scelta va fatta in primo luogo considerando la tensione di alimentazione dei pedali, solitamente di 9, 12 o 18 Volt a corrente continua. In secondo luogo, la tensione che genera l’alimentatore deve uguagliare quella di tutti i pedali (e quindi il trasformatore va scelto a seconda di quanti pedali si possiedono).
Esistono alimentatori creati apposta per gli effetti a pedale, mi vengono in mente Bespeco, Dunlop, Voodoo Lab, Fuel Tank, Vinteck,... Ho posseduto l'alimentatore Bespeco e lo sconsiglio per via della scarsa qualità. Consiglio sicuramente il DC-BRICK della Dunlop (qui la mia recensione): è un’unità da collegare alla corrente ed è in grado di alimentare una decina di pedali a vari voltaggi, non mi ha mai dato problemi.
In certi casi, ma  solo se si sa quel che si fa, l’alimentatore conviene costruirselo: con una presa a ciabatta si possono montare più trasformatori che possono alimentare molti pedali, ben più di 10, si perde in qualità ma si risparmia. Io non l'ho mai fatto, non ho mai avuto la necessità... ho solo letto qualcosa a riguardo... e continuo ad avere dei dubbi...

CAVI:
Per i cavi di collegamento tra i vari pedali potete comperare cavetti già pronti o prendete uno stagnatore e iniziare a lavorare con cavi e jack per autocostruirli, dipende dalle prestazioni e dalla spesa che potete sostenere. La cosa fondamentale è cercare di avere cavi della lunghezza giusta, troppo lunghi possono creare inutili spire che, oltre a rovinare l’estetica, danneggiano pure il segnale; ricordare che anche un solo cavetto scadente peggiora il segnale di tutto il sistema senza rimedio...
Spesso i cavetti li si compra a caso quando servono, lo abbiamo fatto tutti... e così ad un tratto ci si trova con N cavetti di M marche e qualità... poi si scopre che conviene prendere tutti i cavetti che servono dello stesso modello e marca preferibilmente della stessa qualità dei jack per strumento che utilizziamo. Io per esempio ad un certo punto ho preso dei Quiklok vitamina C per chitarra e poi, quando è venuto il turno dei cavetti, non trovando gli stessi, ho preso i Quiklok Unicore che mi sembravano di buona qualità... avendo avuto per anni cavetti assortiti di vario genere anche scadenti mi sono accorto subito della differenza.
una pedaliera (a valigetta) quasi professionale finita
RIFINITURE:
Rifiniture? Si!
Una bella mano di vernice su tutto...mmm... il non rivestito (a parte i pedali eh!) e sulle parti esterne sicuramente ci vuole... per dare omogeneità o un tocco di colore a seconda dei gusti.
E poi spazio alla fantasia...
Scritte o disegno sul coperchio?
Adesivi?
Scanalature o bombature?
Altro?
Tutte idee di abbellimento che dipendono dal gusto personale... io, a parte mani di vernice spray, non ho ancora fatto niente del genere a dirla tutta...

venerdì 15 settembre 2017

Marshall JCM 800 2203: la Storia del Rock a Portata di Mani

Poi un giorno, si torna al presente, settembre 2017, ho conosciuto un collega chitarrista, E, che aveva un po' di strumenti interessanti da vendere... tra i sui prodotti mi ha subito colpito questa testata Marshall JCM 800 modello 2203... non la riedizione di oggi ma una versione del 1984, dice lui... :)
A parte l'anno di produzione che non posso confermare, questa è la testata che ha fatto la storia del Rock per quanto riguarda il british sound... posseduta ed amata da una pletora di chitarristi sia famosi che non... che altro dire? Mi è venuta la curiosità, più che la GAS, e gli ho gentilmente chiesto se mi faceva fare una prova con video test per questo blog ed E ha accettato di buon grado.

Così un giorno mi sono recato nella sua sala prove con la mia chitarra preferita, la Jackson slsmg...
Passiamo ad una descrizione tecnica: è una testata valvolare (ovviamente) monocanale da 100 watt che montava 4 valvole EL34 nel finale e le solite 12AX7 nel pre (quante non so...), in origine, E ha fatto togliere due valvole e regolare di conseguenza il BIAS da un tecnico esperto per ridurre la potenza a 60 watt e poterlo sfruttare meglio in sala prove, in piccoli pub ed anche in casa... poi ha fatto togliere un obbrobrioso loop effetti che era stato inserito dal proprietario precedente... per cui è una testata da 100 watt diventati 60... poi presenta i soliti potenziometri marshall style per:
  • presence,
  • bassi,
  • medi,
  • alti,
  • master,
  • pre-amp.
Ha ingressi chitarra per high e low...
e dietro ha i collegamenti per le casse (1 o 2 stereo) regolabile a 4, 8 e 16 ohm come sempre... e qualche fusibile...

Comunque passiamo al piatto forte... il mio video... solita realizzazione casareccia: macchinetta Panasonic FZ35 su treppiedi che riprende me (è la prima volta che mi si vede in un video :) ma in casa ho pochissimo spazio) con la mia ascia inserita nel input high della testata e poi cassa 2 X 12 Marshall (questa non ho chiesto che caratteristiche avesse, ma sarà una buona cassa con coni Celestion V30 o qualcosa di simile credo, non mi sono sembrati i soliti G12T75 montati su casse economiche).

Per la prima volta devo dire che l'audio non ha reso bene le sensazioni che ho avvertito durante il video... l'unica spiegazione è che la macchinetta era ad un paio di metri mentre io era a circa 1 metro... forse non dovevo aver paura di spingere un po' di più col master così alla macchinetta sarebbe arrivata una pessione sonora superiore...
Ma passiamo alle mie inpressioni...
Questo amplificatore per me è grandioso... ha una botta ed una dinamica impressionanti... ed anche una definizione invidiabile... questi in assoluto i suoi pregi principali.
Il mio video test è stato un po' disordinato, contrarimanente al solito, ma ci sono andato un po' impreparato... ho improvvisato troppo sulle regolazioni sapendo che per il Metal come piace a me non poteva andare e non ero lì per comprarlo...
Sono partito con tutti i potenziometri ad ore 12, poi ho provato ad equalizzare a V e non è venuto un suono veramente pesante ma era bellino per qualche ritmica Hard. Ho palleggiato tra il mio pickup al ponte (EMG 81 come si sa) e quello al manico (EMG 85 come noto) trovando sempre una gran dinamica ed una bella botta, variando la forza del plettro si può cambiare di molto la sfumatura del suono... e poi ho girovagato nelle regolazioni senza meta trovando sempre un suono grandioso da Rock (sporco direi) ed Hard Rock con mille sfaccettature, sia per ritmica che per solista...
ogni tanto si sentono i commenti miei (poco comprensibili con la mia voce bassa) e di E.

Il suono di questo ampli è proprio ottimo così com'è per qualsiasi genere intorno al Rock... basta trovare la giusta regolazione che dia quella sfumatura perfetta... poi chissà con altre chitarre...

Ci sarebbe un problema: è monocanale! Con un monocanale oggi come oggi puoi fare tutto e niente... basta accoppiarlo ai giusti pedalini (pochissimi) per ottenere tutti i suoni (canali) che mancano, ma trovare i pedalini adatti, oggi, mi sembra un impresa... serve pazienza certosina per trovare quelli che non snaturino questo gioiello... ben vengano overdirve/booster/distorsori ma con vera parsimonia... non credo si possano usare delay e riverberi visto che manca il loop effetti...
Vieto assolutamente di accoppiare questa bellezza con pedaliere e pedalini digitali insulsi e scadenti... pena la scomunica immediata!

giovedì 7 settembre 2017

FaiDaTe: sulle Pedaliere e sulle Valigette parte 1

Da un po' di tempo pensavo di tirare le somme sulle mie elucubrazioni in merito... Tra l'esperienza che mi sono fatto e le tante letture scovate in rete ho diversi suggerimenti generali per costruirsi una valigetta porta pedali o una pedaliera... magari sono utili ad altri come sono state utili a me.

Ovvimamente la prima cosa è la progettazione... io consiglio di progettare il tutto fino al massimo livello di dettaglio, bisognerebbe riuscire a visualizzare il prodotto finito prima di cominciare, quasi come si vede nella prima figura qui sotto, anche se non so nemmeno io come si può fare uno cosa del genere... con quale software... un minimo sindacale è assolutamente necessario, non è una fase che si può saltare a piè pari senza danno, ma andiamo per categorie:

DIMENSIONI:
Prima di cominciare, in fase di progettazione certamente, fare un calcolo delle dimensioni. Queste sono facilmente ottenibile disponendo su un piano tutti i pedali, nella posizione in cui verranno fissati. Questo serve a darci un idea delle dimensioni assolutamente necessarie della tavola di legno che andremo a comprare. Ricordatevi di considerare anche l’ingombro (e dove li metterete) degli alimentatori, dei cavetti, della presa a ciabatta (se è prevista), di eventuali stomp di cui  già preventivate l’acquisto e di eventuali accordatori. Aggiungere poi lo spessore del legno di chiusura se realizzate una valigetta chiusa e volete fissare i pedali su uno dei due pezzi.
un ottimo esempio di progetto di una pedaliera/valigetta (trovato in rete)
TAVOLA:
Sempre in fase di progettazione eh...
Basta un qualsiasi negozio di bricolage per rimediare una tavola di legno (pioppo, abete, ecc). Lo spessore minimo che consiglio è di 1 cm (altrimenti non sarà resistente), il massimo è di 1,5 cm (altrimenti diventerà troppo pesante). La cosa migliore è una tavola in legno multistrato, molto leggera e resistente. A questo punto io dipingerei la tavola con della vernice spray nera, per darle un’estetica migliore e più rifinita.
Un'utile modifica è un rialzo per i pedali della seconda fila (decisamente comodo se bisogna disporne alcuni e se i pedali sono vicini tra loro): per il secondo piano ci accontenteremo di una tavola di multistrato spessa 6 mm sostenuta da 8 piedini cilindrici (o parallelepipedi) incollati sul fondo. L'utilità del rialzo (vuoto sotto), oltre che per raggiungere meglio gli switch dei pedali in seconda fila, è quello di far passare sotto i cavetti degli alimentatori e qualche cavo jack di collegamento... e si può anche posizionare lì l'alimentatore.
Poi si possono avvitare o incollare al fondo (sotto) dei piedini di gomma per non far scivolare/strusciare la tavola/pedaliera quando è a terra durante il normale utilizzo sia in prova che in live.

PEDALIERA:
Cose da considerare in fase di progettazione...
Se si sta realizzando una pedaliera si può scegliere una tavola, come nel caso precedente, oppure come ho fatto io in un caso un ripiano GORM (acquistandolo o costruendolo) che risulterebbe certamente altrettanto utile e più leggero.
In questo caso consiglio di realizzare la pedaliera inclinata tagliando un listello di legno (lungo quanto il lato corto della pedaliera, alto max 5 cm e spesso fino a 3 cm) lungo la diagonale per realizzare due triangoli uguali e fissarli sotto la tavola (o ripiano) e far venire una specie di prisma (esaminare anche la possibilità di un supporto simile anche al centro per mantenere la solidità della struttura complessiva)... secondo me una certa inclinazione è più comoda per pigiare sui pedali in ogni posizione.

COPERCHIO:
E' utile ripetermi? Da decidere in fase di progettazione!
Realizzando una valigetta che è più comoda, sicura e trasportabile, serve costruire una copertura/chiusura: ho usato materiali simili al fondo per costruire il coperchio (multistrato di 1 cm di spessore). Quanto deve essere alto il coperchio dipende dai pedali che abbiamo messo dentro (io direi almeno 10 cm). E' buona norma rinforzare la struttura con angolari in metallo o gomma/plastica fissati a vite come fanno i professionisti e la struttura diventa molto solida.
L'interno, come ho raccontato già, io l'ho rivestito di un materiale spugnoso e mi sembra una buona scelta di sicurezza... qualora i pedali, per qualsiasi imprevisto, si dovessero staccare dalla loro posizione non prenderebbero colpi tali da danneggiarli...
Sul bordo del coperchio ho messo un materiale gommoso che secondo me è utile a favorire la chiusura morbida e più aderente delle due parti della valigetta...
Per chiudere esistono le chiusure a mini farfalla che vende Thomann come quella nella foto sottostante a sinistra oppure a bullone nella prossima immagine a destra.
mini farfalla Adam Hall ma ce ne sono di più semplici da montare
chiusura a bullone o drawbolt
Poi la maniglia!
Io consiglio sempre quella che ho già utilizzato più volte (è sempre della Adam Hall) sia per la valigetta che per la cassa che mi sono costruito... avvitarla bene al coperchio e via... non è niente male ed è anche comoda per il trasporto di oggetti pesanti per molti metri.

A questo punto non vorrei scrivere un post troppo lungo per cui mi fermo qui, riprendo nel prossimo con altre categorie.

giovedì 31 agosto 2017

Ode all'EMG 81, il pickup quasi perfetto!

L'EMG 81 è il simbolo del Metal Estremo... viene montato di serie su centinaia di chitarre di ogni marca Ibanez, ESP, Schecter, Jackson, BC Rich,...
E' un pickup attivo, silenziosissimo, molto potente e, per qualcuno freddo,... a tanti fa storcere il naso perchè non lo trovano dinamico, gli preferiscono i passivi... ma tanti altri lo usano in modo irriunciabile sulle loro chitarra... A me sembra un pickup perfetto da montare al ponte, enfatizza leggermente i medio alti come tutti quelli adatti a questa posizione e da una distorsione devastante, compressa e direi dinamica in altre circostanze (anche se tanti direbbero di no!).
EMG 81 in livrea nera classica
Sopratutto su chitarre Heavy in mogano è un must per chiunque.

Io sono un soddisfatto possessore di una di queste chitarre da almeno 8 anni... forse anche 9.

L'81 mi da un suono devastante e, appunto, compresso sulle ritmiche tanto da non aver mai sentito il bisogno di un compressore dedicato. Per ritmiche spaventose basta regolare la distorsione sufficientemente alta (dipende dagli ampli), diciamo almeno ad ore 15, e l'equalizzazione a V... niente altro... non sembra posssibile?
Ho trovato spesso suoni soddisfacenti anche per le soliste. In questo caso la distorsione la preferisco più bassa... diciamo che se per la ritmica l'ho regolata ad ore 15, come più su, per la solista la porto ad ore 12; poi ci vuole un equalizzazione molto meno sparata e più fine per la mia ascia in mogano... sempre sull'ampli metto all'incirca i bassi ad ore 12, i medi ad ore 10 e gli alti ad ore 13... in questo modo il suono lo trovo sempre sufficientemente distorto, tagliente quanto basta per grandi assoli veloci e dinamico davvero... checchè ne dicano altri...
EMG 81 in livrea cromata, ancora più bello
Fino ad ora ho abbinato la mia chitarra con distorsioni di amplificatore come il Marshall jcm 900, Bogner Alchemist, o la mia testata Pandora, (a parte il Brunetti Maranello che non era proprio capace) e questi suoni li ho sempre ottenuti con poche sensibili sfumature differenti.
Ho usato pedali overdrive/distorsori come:
  • EH Metal Muff;
  • Digitech Death Metal;
  • AMT B1, R1, M1;
  • Costalab Toro Drive... provato una volta per vedere se comprarlo da un privato;
  • Boss DS-1 Keeley... provato una volta per vedere se comprarlo da un privato;
  • Vox Satchurator.

ed, a parte l'AMT M1 che non era proprio in grado di fornire una distorsione sufficiente, ho sempre ottenuto questi 2 suoni.

L'unico suono, tra quelli distorti, che non sono mai riuscito ad ottenere è quel bel suono solista stile Steve Vai in Liberty o For the love of god e altre, o anche Joe Satriani in Cryin' o Flying in a blue dream ecc... che più che distorto è saturo... che utilizzerei raramente ma utilizzerei in parti che secondo me richiedono assoli lenti e caldi...
tutte le possibili coperture per l'EMG 81
Per finire... garantisco... ed è una certezza: l'81 non da il meglio di se sui puliti.
Per me il pulito in assoluto più bello, sempre per musica Rock, che si possa ottenere è quello reso da una chitarra con configurazione di pickup HSH (esempio la Steve Vai, ma tante altre) in posizione dello switch 2 e 4, cioè quando il single coil centrale è abbinato ad uno dei due humbucker splittati. Ho avuto modo di provare poche chitarra HH con humbucker splittabili ma non è la stessa cosa.
Però con l'81 si possono ottenere dei buoni suoni puliti, chiari, anche cristallini, basta lavorare bene di equalizzazione (sull'ampli in questo caso io direi di mettere: bassi ad ore 13, medi ad ore 11 ed alti ad ore 10... ma dipende da tanti altri fattori), di volume e gain che devono dare suono ma non sporco.

L'ho scritto eh... è QUASI perfetto!

Ora l'EMG ha realizzato l'81TW... dicono che sia un humbucker devastante come un 81 ed in più splittabile... ma viene montato di serie ancora su pochissime chitarre, oggi, nel 2016, non posso dire di averlo provato per bene... ne ho uno ma ho qualche difficoltà a montarlo su qualche chitarra delle mie...

giovedì 24 agosto 2017

VOX Satchurator: il Signature del Maestro Satriani

Ecco un bel pedale... non sto a raccontare come l'ho trovato e comprato... per la GAS, ovvio!.. volevo sostituire il deludente AMT M1... ormai non lo ritenevo adeguato alle mie esigenze...
Il Vox Satchurator è un overdrive/distorsore di Joe Satriani, che ne ha seguito ogni fase di progetto e sviluppo: è esteticamente bello (metallo massiccio in livrea rossa) e semplicissimo nei controlli, meno nelle regolazioni... presenta tre semplici controlli ed un'aggiunta:
  • gain: chiaro no?
  • tone: chiaro no?
  • volume: ovvio no?
  • pad: ho letto che è uno switch utile per inserire un wha di quelli modermi (di cui il Satriani abusa) nella catene effetti prima di questo pedalozzo (per inciso PAD su è ON, PAD giù è OFF) ed a me non interessa, mai provato interesse per un wha
mia foto del satchurator
Attacchiamo la mia fida Jackson slsmg al pedale in questione ed inseriamo nell'input della testata Pandora... poi mettiamo le due casse Mesa Boogie e proviamo come suona. Ovviamente la prova è con l'EMG 81 al ponte.
  • Parto da un impostazione abbastanza neutra ma con volume al massimo, con gain e tone ad ore 12: non male come distorsione questo suono vero? Siamo perfettamente in area Hard Rock, Heavy Metal non c'è che dire. Il corpo e la distorsione sono ad un buon livello, avverto anche un pelino di compressione... se ci fosse un equalizzazione più fine...
  • Riduco il gain portandolo ad ore 9 circa: posso affermare che, anche ad un livello di gain così basso, ci si può suonare HR ed HM... è bello il calore dei palm muting e gli accordi metallari sono sempre ben presenti in distorsione così come le note soliste.
  • Riduco anche il tone ad ore 9... la saturazione non cambia, ma il suono perde molti medio/alti come ci si può aspettare; penso che a qualcuno possa piacere anche così, a me non dice niente e non mi piace, manca troppo di alti.
  • Intorno al minuto 2:31 riduco al minimo tone e gain ed ottengo i suoni classici da rock molto sporco, per qualcuno questa può già essere una buona saturazione, ma a me non piace affatto ne per ritmica ne per solista, entrambi i suoni sono troppo leggeri.
  • Riporto il tone ad ore 12 ed il suono acquista già un po' più di saturazione oltre che presenza nella banda medio/alta... Smoke on the water mi viene già benino vero? Chitarra Hard Rock secondo me.
  • Al minuto 3:25 inserisco per la prima volta il circuito more, si avverte un aumento dei medio/alti, della saturazione e della compressione... ci faccio una bella solista, provando la ritmica invece ritengo il suono ancora poco distorto e troppo aperto, buono per il classico Heavy Metal.
  • Disinserisco il more e passo il tone ad ore 15 e non mi piace proprio... niente medio/bassi! Suono orribile. 
  • Rialzo il gain ad ore 9 prima e ad ore 12 poi... migliora la saturazione/distorsione ma l'equalizzazione non è adeguata, a mio avviso il tone nella parte destra (dove prevalgono gli alti) ha più escursione che nella parte sinistra sui bassi ma può dipendere anche dalla chitarra, dalla testata o dalla cassa...
  • Per puro scrupolo provo mettendo il tone al massimo... no comment.
  • Intorno al minuto 5:22 riporto il tone ad ore 12... lasciando la chitarra suonante si sente dinamicamente il cambio di equalizzazione (una bella esperienza) il suono comincia a piacermi da ore 14 a scendere... ritorno alla regolazione iniziale. Provo ad inserire il more ed il suono si ingrossa... devo ammettere che il suono è veramente importante e mi piace.
  • Porto il gain ad ore 15 ed ottengo una distorsione bella corposa per Heavy Metal Moderno ma anche per Speed ed Epic... mi piace!
  • Porto il gain al massimo ed ottengo il massimo della saturazione/distorsione davvero grande Metal... aggiungo il more ed il suono è proprio devastante... non mi sembra perfetto per la solista in quanto troppo rumoroso per i miei gusti ma apprezzo il lavoro svolto per ottenere tutto questo con un solo controllo.

In conclusione questo pedale mi piace: prima di tutto per il calore che riesce a sprigionare... e poi non è facile offrire tanti suoni con così pochi controlli; non sottovalutate il tone perchè mi sembra ben pensato ed offre sfumature interessanti con poco movimento ed una grande escursione complessiva tanto che io, per chitarristi come me, con un attrezzatura come la mia, sconsiglio di uscire dal range ore 9 ore 14.

Due difetti (anche se difetti veri e propri non sono) li ho riscontrati...
  1. Un suono overdriveoso e caldo come certe soliste di Steve Vai in Liberty o Tender Surrender non sono riuscito ad ottenerlo (ma ormai ho capito che con pickup così potenti è alquanto difficile). 
  2. In secondo luogo io riesco ad usare questo pedale per un suono solo: uno come me vuole prettamente due suoni distorti, il primo deve essere distortissimo, scavato sui medi e molto compresso per la ritmica e più o meno lo trovo un suono così nelle varie configurazioni provate; per il secondo ci vuole gain tra 9 e 15, tone ad ore 12 circa e con o senza more per la solista veloce e tagliente. E' ottima più di una regolazione tra quelle ascoltate ma trovato un suono non è sufficiente inserire il more per ottenere l'altro... serve proprio modificare leggermente il tone e più sensibilmente il gain...
Cosa ci posso suonare per essere espliciti?
Con questo pedale si può suonare qualsiase genere dal Rock a generi più duri, ma fino ad un certo punto, non credo si possa raggiungere un livello di distorsione adeguato al Metal Estremo... il Blues ed altri non so... forse con altra chitarra...

Io per un po' l'ho tenuto nel mio setup ed utilizzato per la solista con buona soddisfazione... poi ho cambiato ancora radicalmente la mia attrezzatura e l'ho rivenduto facilmente.

giovedì 17 agosto 2017

Autocostruzione Chitarra Elettrica: Conclusioni e Suggerimenti

Mi sembra utile scrivere le mie conclusioni sull'esperienza sicuramente importante che ho esposto in tanti post della mia prima, e per ora unica, fatica liuteristica (anche se liuteristica è certamente una parola grossa perchè non ne ho le competenze, ciò non toglie che ho fatto un lavoro di pertinenza di un liutaio).
Ho realizzato in sette mesi (un liutaio ci metterebbe dai 10 ai 20 giorni) di lavoro, non certo a tempo pieno, e con una spesa di poco superiore ai 400 euro una discreta chitarra elettrica che, pur con vari difetti, suona decentemente e mantiene l'accordatura tanto che non sarebbe proprio folle utilizzarla sul serio... ma ci sono chitarre più comode e non sono del tutto soddisfatto del mio prodotto...

Intanto posso fare delle riflessioni che spero siano utili ad altri...
kit chitarra elettrica
Vorrei sconsigliare persone che si trovano nella mia situazione (zero competenze specifiche, nessun aiuto possibile, pochissimi attrezzi utili, nessun luogo adatto al lavoro, precise e particolari intenzioni) dall'intraprendere una simile fatica: è inutile girarci intorno, il risultato finale non corrisponde alla fatica profusa.

Seconda cosa se siete così pazzi da non accettate il mio primo consiglio ne ho altri...
Se proprio volete avventurarvi in un terreno simile la prima chitarra da realizzare deve essere un modello stratocaster e pazienza se non è la vostra chitarra ideale. So per certo che se vi mantenete rigorosamente nel solco tracciato dallo stile strato dovreste incontrare meno difficoltà nella realizzazione del vostro strumento ed anche nel reperire materiali e componenti. Aggiungerei che sia i primi che i secondi sarebbe bene fossero il più economico possibili: se avete in mente un superchitarrone con Floyd Rose originale, pickup da 200 euro e passa e cose simili allora fatelo fare ad uno bravo... risparmiate un po' di soldini ed andate da un professionista...

Meglio sarebbe, come prima esperienza, darsi all'assemblaggio un po', cosa che pure io ho fatto, ma farne più d'una, sempre partendo da una stratocaster economica. Dopo, se per caso si vuol vendere, è molto difficile smerciare chitarre assemblate o di liuteria senza nome e se è costata tanto si perdono bei soldoni... quindi spendere poco deve essere il mantra... ogni tanto qualche modifichetta sarebbe una manna... il tutto fino a che non si è sicuri di sapere tutto quello che serve per il passo successivo. Ricordare: Roma non è stata edificata in un giorno!

A questo punto vorrei dare qualche umile suggerimento a tutti.

Alcuni liutai (Giulio Negrini in passato lo faceva, per esempio) organizzano corsi di formazione per principianti durante i quali in un tempo prestabilito (es. 2 settimane) i discenti potranno costruirsi una chitarra elettrica e portarsela a casa... il costo di questi corsi è certamente importante e non sarà una chitarra con ogni opzione costruttiva immaginabile, le scelte disponibili sono alquanto limitate ma per due settimane si potrà godere della guida di un professionista, di attrezzatura di buon livello (e per giunta quella giusta) e si potrà realizzare uno strumento che non risentirà dei difetti e degli incidenti che si riscontrano in un lavoro da principiante come il mio. Credo che l'esperienza sia molto formativa anche per scopi futuri in ambito professionale o semi-professionale. A me piacerebbe poter frequentare uno di questi corsi ma non sono nelle condizioni perchè lavoro ad 800 km dalla mia famiglia e le sempre poche ferie devo per forza passarle con loro.
template di un humbucker
Oltre a questo sarebbe bene riuscire ad associarsi con altri che hanno le stesse intenzioni per condividere le informazioni e le esperienze; posso suggerire di acquistare prodotti su siti di oltreoceano quali StewMac o Warmoth (ma non è obligatorio) potendo dividere le spese di spedizione con questi.
Altra cosa interessante esistono dei lavorati che tanti chiamano dime (o template) che sono utilissimi... un sito molto interessante che ho trovato è questo ma non l'ho potuto sfruttare perchè non valeva la pena spendere 70 dollari per un template ed altri 70 per le spese di spedizione... e poi la dogana... per una sola chitarra...

Per quanto mi riguarda come ho già accennato ho smontato la chitarra e l'ho riposta... ho intenzione di apportare delle modifiche per renderla più piccola, leggere e più bella, ma solo dopo aver trovato un luogo chiuso ed adatto a certi lavori, non lavorerò più sul terrazzino...

giovedì 27 luglio 2017

Home Recording: Torpedo Wall of Sound 3 - Introduzione

Più o meno grazie al fatto di tenermi occupato dalla costruzione della mia prima chitarra elettrica, rispetto ad altri anni, nel 2014 ho fatto pochi altri investimenti in materiale chitarristico... e la cosa è proseguita nel 2015. Più o meno in quell'anno mi sono dedicato principalmente alla mia salute... Non ho avuto problemi particolari ma proprio per evitarli mi sono dato allo sport assiduo e costante.

Poi nel 2015 ho scoperto questa azienda Two Notes (sito) che realizza hardware e software per musica di alto livello. I prodotti HW sono di qualità eccellente e hanno un prezzo proibitivo per un hobbista con guadagni normali e spese fisse alte...
In realtà il primo prodotto della Two Notes me lo ha presentato un mio amico, G (non è il mio ex batterista), nel 2010 che a quel tempo aveva aperto una sala prove nel nostro comune luogo di residenza... era il Torpedo Studio un aggeggino veramente interessante che collegato ad un ampli o testata valvolare prometteva di fare da simulatore di cassa programmabile in modo superbo, tanto da permetterti di tirare il collo alle belle valvole senza abbattere muri e senza farti rimpiangere la cassa vera del tuo ampli... il tutto in cuffia se non si è capito! Questo per lo meno era l'obiettivo di G che, con una prestito governativo, si era avventurato nel mondo delle sale prove professionali attrezzando un semplice appartamento in un normale stabile di San Giorgio del Sannio con 3 sale provviste di batteria elettronica, testate valvolari piccoline per chitarristi, ampli per basso, ecc... poi questo Torpedo Studio, collegato al PC (MAC, manco a dirlo) della sala regia, ed altri aggeggi corredati di cuffie professionali per ogni strumentista. G me ne parlò in maniera veramente entusiasta, il Torpedo Studio era il cuore della sua proposta... ma non capii molto... nè lo potei provare o vedere all'opera anche se mi promettevo di farlo prima o poi...
Da allora, più o meno, mi sono sempre ricordato di quest'azienda...

Nel 2014 scopro che la Two Notes realizza anche software... prima provo una versione free del Torpedo PI 101, un vst, simulatore di cassa (anche di finali e microfono), che ho installato sul mio portatile di allora (il grande Sony Vaio) e cominciato a provare. Devo ammettere che non ho notato grandi cose da questo primo prodotto, anche se era una versione depotenziata rispetto a quella commerciale, ma quest'ultima costava un bel po'...
Tempo dopo, 2015 appunto, rigirando sul sito del produttore trovo una nuova versione... Torpedo Wall of Sound 3...(sito)
:) Non ho mai saputo delle prime 2!

Questo nuovo prodotto viene venduto con una soluzione veramente ottima per me.
  1. Scarichi il programmino ed installi il vst giusto sul tuo PC.
  2. Ti registri sul sito e potrai usare una cassa con un microfono e qualche finale per 30 giorni senza altre limitazioni. 
  3. Al termine dei 30 giorni per continuare ad usare il prodotto dovrai acquistare almeno una cassa che ti darà una licenza d'uso per sempre. 
Il vero vantaggio è che ogni cassa costa circa 8 euro... chi apprezzando discretamente il prodotto non farebbe la spesa? E' alla portata di tutti! Secondo me è stata veramente una bella idea.

La Two Notes (e le altre aziende di cui ho parlato e parlo bene) non mi paga (sigh!) per scrivere queste cose... non mi conosce nemmeno... sono le mie sincere opinioni.
schermata principale del plugin
Io ho scelto tre casse:
  • XTCab:inspirata ad una Bogner 4×12 con i Celestion V30,
  • 2Notes CSG:una idea Two Notes con cono ElectroVoice EVM12L,
  • Angl VintC:inspirata ad una cassa Engl 4x12 slant. 
24 euro, niente male no?

Ora lo uso spesso nella mia DAW dal 2015...
Mi riprometto di realizzare un video nel prossimo futuro... in questo periodo sono incasinato: ho acquistato un nuovo PC da scrivania (e già questo ha richiesto 15 giorni per scegliere e ricevere tutti i pezzi, poi 3 giorni per montare ogni cosa ed iniziare ad installare SO ecc). Ora sto installando tutti i programmi della DAW sul nuovo PC... e spostando i miei progetti dal vecchio glorioso Vaio... Poi con questo caldo è proprio difficile suonare la chitarra con piacere... e poi ci sono le ferie... il mare... il video e una recensione interessante dovranno aspettare!