giovedì 11 marzo 2021

Mesa Boogie Nomad 45 Testata: Canale Pulito

 La Mesa Boogie Nomad 45 è una testata piena di sorprese perchè ha tante funzionalità, non ultima 3 canali totalmente indipendenti... vedere post precedente...

Non ho ancora inquadrato questa testata... cosa fa bene, cosa fa male ed a cosa serve... credo di saperne troppo poco sui Mesa...

Per cominciare non credo di poter mostrare tutte le sfaccettature del suo funzionamento in un solo video. Ho pensato di presentarla un canale per volta. Farò il mio solito video a pane e puparuoli (come mi piace definirli): chitarra elettrica e testata + cassa 1 X 12, nient'altro. La chitarra è la mia ascia GNG Morgoth 7 (lunga vita a Giulio Negrini!) e la cassa è la solita Mesa Boogie con cono Black Shadow da 200 watt.

Cominciamo con un video sul canale pulito, come si evince dal titolo del post... Non è stato semplice decidere come farlo ed allora ne ho girati 3 e poi, essendo abbastanza brevi, li ho uniti mettendoci un intermezzo che fa capire cosa ho usato di diverso in ogni spezzone.

Nella prima sezione del video ho usato, in particolare, l'humbucker della mia Morgoth intero ed ho impostato lo switch del canale su normal. Poi durante questa prima parte gioco praticamente solo col gain (l'eq è al centro, fisso, il presence è a zero) comincio da ore 9 e poi salgo a step: il canale è un pelino medioso ed i suoni sono buoni, a partire da ore 12 circa inizia a sporcarsi.

Nella seconda sezione invece l'humbucker è splittato. Anche qui lavoro solo col gain aumentandolo a step e lasciando il resto fisso (come prima). I suoni sono più belli finchè sono puliti. Poi i suoni sporchi a me non piacciono, non so proprio cosa dire di utile su questo.

Nella terza sezione uso entrambi gli humbucker della Morgoth splittati. Sempre aumentando a step il gain, giusto per dare un'idea. A parità di tutto il resto questi sono i suoni che mi piacciono di più tra le configurazioni viste per un suono pulito. Molto belli, poi vi farò sentire quello scelto per me... ma ci sto ancora lavorando.

Ed ora aggiungiamo un secondo video che mostra come cambia il suono con lo switch settato a pushed.

Ho usato l'humbucker della Morgoth al ponte, pieno... Il gain è al massimo, come negli ultimi secondi, della prima sezione del video precedente... credo che non ci vuole un grande orecchio per capire che spinge molto. Aggiungo che anche con il gain ad ore 9 il suono è già sporco, non ho trovato un'impostazione che lo rende pulito per bene.
Questa impostazione a me non dice molto, a me serve un canale pulito davvero, per questo gli dedico poco spazio!

giovedì 11 febbraio 2021

Mesa Boogie Nomad 45... Testata...

E poi ancora la GAS... un tizio vende una Mesa Boogie Nomad 45... una testata che è tutto un programma.
A costo di fare i debiti deve essere mia, il prezzo è accattivante (in linea con le quotazioni, ma per me vantaggioso...non dico quanto l'ho pagata, perchè non si fa!).

Zona gialla, zona rossa, arancione... ma siamo verso settembre 2020, chi si ricorda... ma mi fiondo in un paesino dell'avellinese per provarla armato fino ai denti... di GAS...

Tante volte ho pensato che una Nomad poteva essere la mia testata definitiva: 3 canali indipendenti in tutto e per tutto, cosa vuoi di più dalla vita?

Cominciamo con una descrizione... breve... ma c'ha tante cose questa bestiolina...
Presenta sul fronte l'ingresso strumento e tre sezioni per i 3 canali, ognuno ha:

  • gain,
  • master,
  • presence,
  • treble,
  • mid,
  • bass.

Il canale pulito, il primo da sinistra, oltre ai sei potenziometri ha uno switch clean/pushed.
Il secondo canale, uno dei distorti, più al centro ha sempre i sei potenziometri (con lo stesso significato di prima) ed uno switch vintage/modern.
Il terzo canale, un secondo distorto, quasi al centro, con ancora i sei soliti potenziometri ed uno switch modern/vintage.
Poi verso la destra ci sono un potenziometro per il volume del finale interno ed uno per il solo (una specie di volume in più utilizzabile per certi soli in caso di necessità). In fine abbiamo i due switch di accensione dell'amplificatore.

Sul lato posteriore, partendo da sinistra, in alto, abbiamo:

  • un potenziometro per cambiare a mano i canali (sicuramente scomodo, chi lo userà mai?),
  • un fusibile,
  • la regolazione del mix tra il segnale dell'ampli ed il send-return,
  • uno switch che agisce sul finale (normal ed extreme),
  • 3 potenziometri che regolano la quantità di riverbero per ogni canale... indipendentemente.

Poi ancora sul lato posteriore, sempre da sinistra, in basso, invece:

  • un uscita recording che esce dopo il preamplificatore,
  • uno switch che può spegnere il finale (per il recording),
  • jack send e return,
  • uscita speaker ad 8 ohm,
  • due uscite speaker a 4 ohm (ma c'è scritto di usarle anche con due casse da 8 ohm),
  • uscita slave che può andare verso un'altro finale di potenza.

E poi c'è il superbo pedale Mesa Boogie FU-2 con cinque switch:

  • 3 per i canali, 
  • uno per la funzionalità solo, 
  • 1 per il riverbero.

Testata e pedale, presi dalla rete, ma tanto è uguale

L'ho provata e me la sono portata a casa senza troppi complimenti, anche se mi sembrava un azzardo... è stato più forte di me, dovevo avere quella Mesa!

A breve recensione e test. Sono ancora indeciso su come organizzarli: la uso così poco e c'è così tanto da sentire...

sabato 30 gennaio 2021

Brunetti 2 X 12: Parte 2, un po' di Lavoro

Come scritto nel post precedente c'è del lavoro da fare sulla Brunetti.

Per cominciare il retro e quasi tutto chiuso con un pannello di truciolato (sospetto che tutto il mobile sia fatto di questo materiale per ciò è così leggera... ma finché rimane integra...) io lo preferisco semi aperto, quindi taglierò il pannello di qualche centimetro per dare più aria ai coni. Inoltre questo pannello ha uno strano rivestimento plastico lucido, nero, proprio brutto a vedersi... lo rimuovo senza indugio. Procedo al taglio dei centimetri che ho intenzione di rimuovere (una decina) con seghetto alternativo, non occorre raccontare altro.

Secondo lavoro da fare: aggiustare il rivestimento del mobiletto... qua e là è un po' rialzato e scollato sopratutto sul retro negli angoli, e sotto. E' lavoro che richiede tempo solo perchè servono 24 ore alla colla per asciugarsi. Comunque in 2 o 3 giorni ho incollato ovunque servisse.

Terzo lavoro e più importante: procurare ed installare una piastra jack come si deve... la piastra Marshall sottostante...

La piastra in questione è fighissima: è Marshall, il che non guasta, e made in England; si collega facilmente ai morsetti dei due coni e poi si può cambiare la configurazione degli stessi: in poche parole li si può utilizzare in mono (serie o parallelo) o stereo spostando a destra o a sinistra quello switch che si vede in foto. La stessa non costa poco ma penso ne valga la pena, ordino (dalla Germania [in Italia ho contattato per email diversi rivenditori, ma nessuno ha voluto ordinarmela, poi si lamentano che ci rivolgiamo, online, a fornitori alle volte virtuali]) ed attendo... 

Dopo qualche giorno arriva.

Prendo le misure e taglio lo spazio, largo circa 7 centimetri per 8, nel pannello posteriore (sempre seghetto). Dopo di che rivesto il pannello col mio vecchio tolex avanzato dalla cassa autocostruita anni fa (lo sapevo che certe cose non vanno mai buttate).

Poi 

  • collego i morsetti, 
  • avvito la piastra al pannello, 
  • avvito il pannello sul retro della cassa... 
non necessariamente in quest'ordine... ed il lavoro è finito... ecco risultato visivo nella foto sottostante.

Adesso ne approfitto: ecco un breve video con i miei suoni, così ascoltate come suona la cassa con questi coni. Devo dire che mi fa ricredere... non mi servono i Vintage 30, forse...

A proposito, i coni Custom sono dei Jensen C12K2.
I suoni sono gli stessi che uso da un po' di tempo col mio rack solito, prima uscivano dalle due casse 1 X 12 Mesa Boogie, ora, in questo video vengono fuori dalla Brunetti 2 X 12 stereo.

martedì 19 gennaio 2021

Esperienze di un Cliente Chitarraio: 19 - Laney

Forse sono un rompiba**e...

Un po' di mesi fa ho comprato questo giocattolino, il Laney mini Lion. Ovviamente non ne riparlo qui visto che già l'ho recensito...

Racconto quello che mi è capitato quando ho chiesto aiuto al supporto Laney visto che non riuscivo a collegare smartphone ed amplificatorino.

Secondo le istruzioni che si trovano sul foglietto del Mini Lion ed anche sul tubo (video di personale Laney) c'è un bel cavetto in dotazione da collegare all'ingresso LSI dell amplificatorino e l'altro capo all'uscita cuffie del dispositivo di comando (smartphone/tablet/ecc)... che strano, l'uscita cuffie... io provo con il mio Xiaomi e non funziona... ho chiuso l'app e riavviato più volte, ho disinstallato e reinstallato l'app ma niente... nessun suono... ogni volta l'app dice che non c'è uscita collegata.

Penso che sia colpa dello Xiaomi e cerco un altro dispositivo tra le mie disponibilità... frego l'ipad di mio padre (che tanto non lo usa) e riprovo... anche questa volta seguendo le istruzioni non funziona. Contatto il supporto. Scrivo una email... mi rispondono, gentilmente, ripetendo quello che ho già fatto e trovato scritto sul sito ufficiale... insomma nessuna risposta utile, a mio avviso neanche lo sforzo di domandarsi ma cosa vuole questo cliente?


Ho risolto, si fa per dire, da solo: ho acquistato un cavetto lightning apposito per collegare l'LSI alla presa dell'ipad... ora si che funziona!

sabato 2 gennaio 2021

Prendo una 2 x 12, una Brunetti Andrà Bene

Non posso dire di non esser soddisfatto del mio rack con le due casse Mesa (una autentica, l'altra costruita da me sul modello della prima [ne parlo qui]) ma ho voglia di provare altri suoni... e poi quelle due sono molto pesanti per essere delle 1 X 12... 15,5 kg, etto più etto meno... sarà l'età! 

Da un po' di tempo noto che utilizzando con buona soddisfazione varie simulazioni sia sulla DAW che su ipad (Guitar Rig, Bias Amp 2 e Bias Fx) il mio gusto si orienta sempre su suoni che contengono casse con Celestion Vintage 30 (tipicamente 4 X 12, ma anche 2 X 12). Per quel poco che ne so i V30 sono ottimi speaker che erogano una potenza di 60 watt e sono molto buoni per generi dal Rock al Metal ma non solo... sono tra i più usati in assoluto. I V30 dovrebbero essere un pelino meno aggressivi dei miei Electro Voice. il che, da un po' di tempo, per me non guasterebbe.

Poi cominciano le seghe mentali... 

forse con il mio Marshall 20/20 in sala prove non pomperò mai a sufficienza per far lavorare come si deve i Black Shadow... 

forse i V30 sono più adatti... 

Ma per provare un V30 c'è il coronavirus e l'endemico problema del reperire gentiluomini che lascino provare i loro alambicchi... io stesso sarei restio ad entrare in certi laboratori alchemici chiusi... per la verità anche in assenza di pandemia sarebbe difficile trovare una persona tanto gentile da lasciar provare una propria cassa con coni X ad un onesto appassionato armato esclusivamente di curiosità. 

Dopo giorni e giorni di elucubrazioni... considerando inoltre l'ingombro ed il peso di un'oggetto del genere ho deciso che mi serviva una cassa 2 X 12, stereo, magari con coni V30. Così ho cominciato a monitorare le casse 2 X 12 sul mercatinomusicale. Più o meno ne ho trovate qualche decina che fossero raggiungibili per una prova, poche con i V30, ma ad ogni modo non era facile organizzare un'incontro, una prova. Ho condotto diverse trattative che non sono andate a buon fine. 

Poi ho trovato un tizio di Avellino che vendeva una Brunetti mono da 200 watt (due coni da 100 watt) ad un prezzo veramente vantaggioso. I coni sono dei Jensen Custom Green Top da 16 ohm... Non corrispondeva esattamente alle mie richieste ma il prezzo era così buono che potevo fare le modifiche a me necessarie con pochi euro... inoltre quest'uomo ha accettato di farmi un video dimostrativo e poi di incontrarci per lo scambio in un luogo aperto in modo da azzerare il rischio legato al virus. Un giorno dopo ci vediamo in un paese quasi a metà strada tra le nostre residenze, gli do i conquibus e prendo la cassa... non ho provato la cassa sul posto, ovviamente, ma a casa ho controllato che funzionasse... ed è tutto ok. La cassa si presenta discretamente: ha un rivestimento simile al tolex ma di colore marrone, il rivestimento è apposto non molto bene e nella parte bassa del mobile è allentato... è stato fissato con quelle spillette grandi ma non posizionate ovunque e con la giusta spaziatura, per giunta senza colla... mi occuperò anche di questo, intanto metto una foto per far vedere com'è realizzato il jack per il collegamento con la testata... questo mi lascia perplesso, i cono sono in parallelo, infatti la cassa ha un impedenza di 8 ohm (in serie sarebbero 32) ma questo tipo di collegamento non l'ho mai visto: non è proprio professionale! Mi meraviglio del signor Brunetti (vedi foto sottostante).

Il suono comunque è discreto ma ne parlerò ancora in seguito.

domenica 13 dicembre 2020

Schecter Custom Shop... Made in Corea

Una sera incontro un vecchio amico chitarrista (E.) che fa musica dal vivo, quella sera, in quel di Apice Vecchio... com'è come non è mi ritrovo con la sua Schecter Custom Shop in spalla a fare delle prove... sono da poco passate le 21, non è ancora il momento per lui di suonare e stava ammazzando il tempo seduto su un divanetto... ma io gli ho offerto un modo migliore per fare la stessa cosa... mogli (mia e sua) permettendo...

Questa chitarra è un'ennesima stratoide... non ne sentivo il bisogno ma ogni marchio vuol proporre la sua, visto che non è difficile venderle, suonano bene, hanno accorgimenti tecnici di rispetto e molti chitarristi non se ne separerebbero mai. E. ne decanta in lungo ed in largo le caratteristiche ed i pregi... Egli dice non la cambierei con una USA, che ho anche avuto, ne con una di liuteria: è perfetta!

Ma vediamone le caratteristiche: questa Schecter Custom Shop presenta una cassa in frassino con top in acero fiammato, manico interamente (neck e tastiera) in acero (se ne possono avere con tastiera in palissandro) e 21 tasti come le stratocaster vintage; la scala è da 25,5 pollici, il capotasto è un GraphTech Ivory Tusq XL (moderno!), il raggio di curvatura è di 12 pollici. Aggiungiamo che ha al ponte un humbucker Schecter Diamond splittabile, e due single coil al centro ed alla tastiera sempre Schecter Diamond, monta un vibrato Wilkinson WV2 stile vintage, meccaniche bloccanti Schecter, ha un tono ed un volume con uno switch a 5 posizioni come ogni stratoide che si rispetti.

Secondo me è una chitarra leggera, non pesa molto ed è pure bilanciata. L'action è regolata ad arte, si vede che E. si serve dal mio stesso liutaio/riparatore, e la vibrazione dello strumento si sente abbastanza sulla pancia. La mano sinistra è discretamente comoda, i tasti credo siano quelli vintage, non mi ci trovo bene però si suona facilmente sia accompagnamenti che ritmiche. Non mi trovo sugli assoli sembra quasi una scalopped... E. se ne meraviglia...

La chitarra è inserita in una pedaliera Mooer GE200 che E. decanta entusiasta come una grande meraviglia economica e poi va direttamente in un mixer. E. mi fa provare con i suoni che ha selezionato per la serata (serata quasi acustica, in trio: lui, una cantante ed un tastierista): un emulazione acustica, un pulito caldo vintage ed un pulito per arpeggio con chorus e leggero delay. I pickup non sono ad alta uscita come quelli che ho avuto in passato su un paio di Schecter possedute... quelli erano forse troppo economici per suonare come si deve, questi suonano bene, caldi, più che squillanti (con questi suoni, eh). Credo che per notare per bene i difetti però ci voglia un vero amplificatore, magari un valvolare... ma di questi tempi...

Una chitarra che merita rispetto, non adatta al mio stile, non mi fa impazzire esteticamente, ma sono gusti.

martedì 1 dicembre 2020

Esperienze di un Cliente Chitarraio: 18 - Merula... il Peggiore?

[2017] Frequento poco il negozio Merula, famoso in tutto il nord ovest d'Italia (e non solo). In 5 o 6 anni l'ho visitato 4 o 5 volte... a causa della distanza... Ma ho potuto appurare che sono di rara incompetenza nel ramo chitarre elettriche... e sono pure disonesti, a mio avviso.

  1. Gli porto il mio ormai famoso amplificatore (testata) custom e non solo non vogliono fare una valutazione economica (per permuta o per vendita privata) ma non sono nemmeno disposti a provarlo, ascoltarlo, per un parere chitarristico.
  2. Sia l'altro ieri, venerdì, che oggi, domenica 1 ottobre, (2016?) guardando nel reparto usato ho notato una Ibanez che loro hanno erroneamente identificato come Ibanez sa prestige... ma è chiaramente una Ibanez sv 5470 Prestige... non si sono sbagliati di molto sulla quotazione ma è una grave svista... parliamo di una Ibanez non di una taldeitali che nessuno ha visto mai... e se gli porti una Valenti o una Cloe che fanno la usano nel camino?
  3. Gli porto una mia Ibanez Prestige (RG 2570), ed il loro esperto di valutazioni prima mi dice che non la trova... armeggia con il suo PC ma chissà dove la cerca... gliela faccio vedere io sul mio telefonino (scrivere Ibanez RG 2570 su google non è difficile per me, per loro forse si!)... allora me la valuta 100 euro, in permuta, dicendo che loro fanno valutazioni basse... mentre ne vale certamente almeno 400/500, in permuta... e poi magari la mettono in vendita a 600 o più, viste le altre prestige usate che ho visto nel loro negozio... Ci sono due possibilità: o mi stai dando del disonesto e allora dimmi per lo meno che, secondo te, questa chitarra che ti sto mostrando non è una Ibanez prestige originale, oppure sei un ladro perché una valutazione così bassa non sta ne in cielo ne in terra.

Inoltre, alla fine della fiera, il negozio non è sto granché... per l'enormità degli spazzi dovrebbe avere la stessa disponibilità di Thomann, per lo meno... invece ci trovi le stesse cose che trovi al Centro Chitarre di Tortona o da Ceruti a Napoli (ed a Napoli hanno una scelta molto superiore di PRS e Suhr, ecc) che dispongono di spazzi nemmeno paragonabili.

Inutile dire che non mi vedranno più.