sabato 30 gennaio 2021

Brunetti 2 X 12: Parte 2, un po' di Lavoro

Come scritto nel post precedente c'è del lavoro da fare sulla Brunetti.

Per cominciare il retro e quasi tutto chiuso con un pannello di truciolato (sospetto che tutto il mobile sia fatto di questo materiale per ciò è così leggera... ma finché rimane integra...) io lo preferisco semi aperto, quindi taglierò il pannello di qualche centimetro per dare più aria ai coni. Inoltre questo pannello ha uno strano rivestimento plastico lucido, nero, proprio brutto a vedersi... lo rimuovo senza indugio. Procedo al taglio dei centimetri che ho intenzione di rimuovere (una decina) con seghetto alternativo, non occorre raccontare altro.

Secondo lavoro da fare: aggiustare il rivestimento del mobiletto... qua e là è un po' rialzato e scollato sopratutto sul retro negli angoli, e sotto. E' lavoro che richiede tempo solo perchè servono 24 ore alla colla per asciugarsi. Comunque in 2 o 3 giorni ho incollato ovunque servisse.

Terzo lavoro e più importante: procurare ed installare una piastra jack come si deve... la piastra Marshall sottostante...

La piastra in questione è fighissima: è Marshall, il che non guasta, e made in England; si collega facilmente ai morsetti dei due coni e poi si può cambiare la configurazione degli stessi: in poche parole li si può utilizzare in mono (serie o parallelo) o stereo spostando a destra o a sinistra quello switch che si vede in foto. La stessa non costa poco ma penso ne valga la pena, ordino (dalla Germania [in Italia ho contattato per email diversi rivenditori, ma nessuno ha voluto ordinarmela, poi si lamentano che ci rivolgiamo, online, a fornitori alle volte virtuali]) ed attendo... 

Dopo qualche giorno arriva.

Prendo le misure e taglio lo spazio, largo circa 7 centimetri per 8, nel pannello posteriore (sempre seghetto). Dopo di che rivesto il pannello col mio vecchio tolex avanzato dalla cassa autocostruita anni fa (lo sapevo che certe cose non vanno mai buttate).

Poi 

  • collego i morsetti, 
  • avvito la piastra al pannello, 
  • avvito il pannello sul retro della cassa... 
non necessariamente in quest'ordine... ed il lavoro è finito... ecco risultato visivo nella foto sottostante.

Adesso ne approfitto: ecco un breve video con i miei suoni, così ascoltate come suona la cassa con questi coni. Devo dire che mi fa ricredere... non mi servono i Vintage 30, forse...

A proposito, i coni Custom sono dei Jensen C12K2.
I suoni sono gli stessi che uso da un po' di tempo col mio rack solito, prima uscivano dalle due casse 1 X 12 Mesa Boogie, ora, in questo video vengono fuori dalla Brunetti 2 X 12 stereo.

martedì 19 gennaio 2021

Esperienze di un Cliente Chitarraio: 19 - Laney

Forse sono un rompiba**e...

Un po' di mesi fa ho comprato questo giocattolino, il Laney mini Lion. Ovviamente non ne riparlo qui visto che già l'ho recensito...

Racconto quello che mi è capitato quando ho chiesto aiuto al supporto Laney visto che non riuscivo a collegare smartphone ed amplificatorino.

Secondo le istruzioni che si trovano sul foglietto del Mini Lion ed anche sul tubo (video di personale Laney) c'è un bel cavetto in dotazione da collegare all'ingresso LSI dell amplificatorino e l'altro capo all'uscita cuffie del dispositivo di comando (smartphone/tablet/ecc)... che strano, l'uscita cuffie... io provo con il mio Xiaomi e non funziona... ho chiuso l'app e riavviato più volte, ho disinstallato e reinstallato l'app ma niente... nessun suono... ogni volta l'app dice che non c'è uscita collegata.

Penso che sia colpa dello Xiaomi e cerco un altro dispositivo tra le mie disponibilità... frego l'ipad di mio padre (che tanto non lo usa) e riprovo... anche questa volta seguendo le istruzioni non funziona. Contatto il supporto. Scrivo una email... mi rispondono, gentilmente, ripetendo quello che ho già fatto e trovato scritto sul sito ufficiale... insomma nessuna risposta utile, a mio avviso neanche lo sforzo di domandarsi ma cosa vuole questo cliente?


Ho risolto, si fa per dire, da solo: ho acquistato un cavetto lightning apposito per collegare l'LSI alla presa dell'ipad... ora si che funziona!

sabato 2 gennaio 2021

Prendo una 2 x 12, una Brunetti Andrà Bene

Non posso dire di non esser soddisfatto del mio rack con le due casse Mesa (una autentica, l'altra costruita da me sul modello della prima [ne parlo qui]) ma ho voglia di provare altri suoni... e poi quelle due sono molto pesanti per essere delle 1 X 12... 15,5 kg, etto più etto meno... sarà l'età! 

Da un po' di tempo noto che utilizzando con buona soddisfazione varie simulazioni sia sulla DAW che su ipad (Guitar Rig, Bias Amp 2 e Bias Fx) il mio gusto si orienta sempre su suoni che contengono casse con Celestion Vintage 30 (tipicamente 4 X 12, ma anche 2 X 12). Per quel poco che ne so i V30 sono ottimi speaker che erogano una potenza di 60 watt e sono molto buoni per generi dal Rock al Metal ma non solo... sono tra i più usati in assoluto. I V30 dovrebbero essere un pelino meno aggressivi dei miei Electro Voice. il che, da un po' di tempo, per me non guasterebbe.

Poi cominciano le seghe mentali... 

forse con il mio Marshall 20/20 in sala prove non pomperò mai a sufficienza per far lavorare come si deve i Black Shadow... 

forse i V30 sono più adatti... 

Ma per provare un V30 c'è il coronavirus e l'endemico problema del reperire gentiluomini che lascino provare i loro alambicchi... io stesso sarei restio ad entrare in certi laboratori alchemici chiusi... per la verità anche in assenza di pandemia sarebbe difficile trovare una persona tanto gentile da lasciar provare una propria cassa con coni X ad un onesto appassionato armato esclusivamente di curiosità. 

Dopo giorni e giorni di elucubrazioni... considerando inoltre l'ingombro ed il peso di un'oggetto del genere ho deciso che mi serviva una cassa 2 X 12, stereo, magari con coni V30. Così ho cominciato a monitorare le casse 2 X 12 sul mercatinomusicale. Più o meno ne ho trovate qualche decina che fossero raggiungibili per una prova, poche con i V30, ma ad ogni modo non era facile organizzare un'incontro, una prova. Ho condotto diverse trattative che non sono andate a buon fine. 

Poi ho trovato un tizio di Avellino che vendeva una Brunetti mono da 200 watt (due coni da 100 watt) ad un prezzo veramente vantaggioso. I coni sono dei Jensen Custom Green Top da 16 ohm... Non corrispondeva esattamente alle mie richieste ma il prezzo era così buono che potevo fare le modifiche a me necessarie con pochi euro... inoltre quest'uomo ha accettato di farmi un video dimostrativo e poi di incontrarci per lo scambio in un luogo aperto in modo da azzerare il rischio legato al virus. Un giorno dopo ci vediamo in un paese quasi a metà strada tra le nostre residenze, gli do i conquibus e prendo la cassa... non ho provato la cassa sul posto, ovviamente, ma a casa ho controllato che funzionasse... ed è tutto ok. La cassa si presenta discretamente: ha un rivestimento simile al tolex ma di colore marrone, il rivestimento è apposto non molto bene e nella parte bassa del mobile è allentato... è stato fissato con quelle spillette grandi ma non posizionate ovunque e con la giusta spaziatura, per giunta senza colla... mi occuperò anche di questo, intanto metto una foto per far vedere com'è realizzato il jack per il collegamento con la testata... questo mi lascia perplesso, i cono sono in parallelo, infatti la cassa ha un impedenza di 8 ohm (in serie sarebbero 32) ma questo tipo di collegamento non l'ho mai visto: non è proprio professionale! Mi meraviglio del signor Brunetti (vedi foto sottostante).

Il suono comunque è discreto ma ne parlerò ancora in seguito.

domenica 13 dicembre 2020

Schecter Custom Shop... Made in Corea

Una sera incontro un vecchio amico chitarrista (E.) che fa musica dal vivo, quella sera, in quel di Apice Vecchio... com'è come non è mi ritrovo con la sua Schecter Custom Shop in spalla a fare delle prove... sono da poco passate le 21, non è ancora il momento per lui di suonare e stava ammazzando il tempo seduto su un divanetto... ma io gli ho offerto un modo migliore per fare la stessa cosa... mogli (mia e sua) permettendo...

Questa chitarra è un'ennesima stratoide... non ne sentivo il bisogno ma ogni marchio vuol proporre la sua, visto che non è difficile venderle, suonano bene, hanno accorgimenti tecnici di rispetto e molti chitarristi non se ne separerebbero mai. E. ne decanta in lungo ed in largo le caratteristiche ed i pregi... Egli dice non la cambierei con una USA, che ho anche avuto, ne con una di liuteria: è perfetta!

Ma vediamone le caratteristiche: questa Schecter Custom Shop presenta una cassa in frassino con top in acero fiammato, manico interamente (neck e tastiera) in acero (se ne possono avere con tastiera in palissandro) e 21 tasti come le stratocaster vintage; la scala è da 25,5 pollici, il capotasto è un GraphTech Ivory Tusq XL (moderno!), il raggio di curvatura è di 12 pollici. Aggiungiamo che ha al ponte un humbucker Schecter Diamond splittabile, e due single coil al centro ed alla tastiera sempre Schecter Diamond, monta un vibrato Wilkinson WV2 stile vintage, meccaniche bloccanti Schecter, ha un tono ed un volume con uno switch a 5 posizioni come ogni stratoide che si rispetti.

Secondo me è una chitarra leggera, non pesa molto ed è pure bilanciata. L'action è regolata ad arte, si vede che E. si serve dal mio stesso liutaio/riparatore, e la vibrazione dello strumento si sente abbastanza sulla pancia. La mano sinistra è discretamente comoda, i tasti credo siano quelli vintage, non mi ci trovo bene però si suona facilmente sia accompagnamenti che ritmiche. Non mi trovo sugli assoli sembra quasi una scalopped... E. se ne meraviglia...

La chitarra è inserita in una pedaliera Mooer GE200 che E. decanta entusiasta come una grande meraviglia economica e poi va direttamente in un mixer. E. mi fa provare con i suoni che ha selezionato per la serata (serata quasi acustica, in trio: lui, una cantante ed un tastierista): un emulazione acustica, un pulito caldo vintage ed un pulito per arpeggio con chorus e leggero delay. I pickup non sono ad alta uscita come quelli che ho avuto in passato su un paio di Schecter possedute... quelli erano forse troppo economici per suonare come si deve, questi suonano bene, caldi, più che squillanti (con questi suoni, eh). Credo che per notare per bene i difetti però ci voglia un vero amplificatore, magari un valvolare... ma di questi tempi...

Una chitarra che merita rispetto, non adatta al mio stile, non mi fa impazzire esteticamente, ma sono gusti.

martedì 1 dicembre 2020

Esperienze di un Cliente Chitarraio: 18 - Merula... il Peggiore?

[2017] Frequento poco il negozio Merula, famoso in tutto il nord ovest d'Italia (e non solo). In 5 o 6 anni l'ho visitato 4 o 5 volte... a causa della distanza... Ma ho potuto appurare che sono di rara incompetenza nel ramo chitarre elettriche... e sono pure disonesti, a mio avviso.

  1. Gli porto il mio ormai famoso amplificatore (testata) custom e non solo non vogliono fare una valutazione economica (per permuta o per vendita privata) ma non sono nemmeno disposti a provarlo, ascoltarlo, per un parere chitarristico.
  2. Sia l'altro ieri, venerdì, che oggi, domenica 1 ottobre, (2016?) guardando nel reparto usato ho notato una Ibanez che loro hanno erroneamente identificato come Ibanez sa prestige... ma è chiaramente una Ibanez sv 5470 Prestige... non si sono sbagliati di molto sulla quotazione ma è una grave svista... parliamo di una Ibanez non di una taldeitali che nessuno ha visto mai... e se gli porti una Valenti o una Cloe che fanno la usano nel camino?
  3. Gli porto una mia Ibanez Prestige (RG 2570), ed il loro esperto di valutazioni prima mi dice che non la trova... armeggia con il suo PC ma chissà dove la cerca... gliela faccio vedere io sul mio telefonino (scrivere Ibanez RG 2570 su google non è difficile per me, per loro forse si!)... allora me la valuta 100 euro, in permuta, dicendo che loro fanno valutazioni basse... mentre ne vale certamente almeno 400/500, in permuta... e poi magari la mettono in vendita a 600 o più, viste le altre prestige usate che ho visto nel loro negozio... Ci sono due possibilità: o mi stai dando del disonesto e allora dimmi per lo meno che, secondo te, questa chitarra che ti sto mostrando non è una Ibanez prestige originale, oppure sei un ladro perché una valutazione così bassa non sta ne in cielo ne in terra.

Inoltre, alla fine della fiera, il negozio non è sto granché... per l'enormità degli spazzi dovrebbe avere la stessa disponibilità di Thomann, per lo meno... invece ci trovi le stesse cose che trovi al Centro Chitarre di Tortona o da Ceruti a Napoli (ed a Napoli hanno una scelta molto superiore di PRS e Suhr, ecc) che dispongono di spazzi nemmeno paragonabili.

Inutile dire che non mi vedranno più.

martedì 17 novembre 2020

Peavey Classic 20... io ci Farei un Pensierino

Vado dal mio tecnico di fiducia per far revisionare la pedaliera Zoom g9.2tt e vedo che ha diversi ampli in vendita. Lui realizza e ripara amplificatori valvolari, a transistor, ecc... fa un po' di tutto nel ramo dell'elettronica audio ma credo che per sua formazione gli piacciano di più gli amplificatori valvolari point to point vintage... tra i vari ho notato questo Peavey Classic 20 che proprio vintage non è ma è stato realizzato con quella filosofia negli anni 90 del secolo scorso. Non credo faccia al caso mio, ma mi incuriosisce e, fatta eccezione per il fatto di essere monocanale, per il resto si confa ai miei attuali interessi. Si presenta anche bene... considerando che, sicuramente, è maggiorenne... :).

Partiamo con una descrizione:

  • combo valvolare;
  • 15 watt di potenza;
  • monocanale (come già accennato);
  • equalizzatore a 3 bande;
  • potenziometro per il volume; 
  • controllo master volume;
  • bottone per inserire il boost, non comandabile da footswitch... che non c'è, che ce lo mettete a fare?;
  • 2 valvole preamplificatrici 12ax7;
  • 2 valvole el84 nel finale;
  • uscita per cuffie;
  • un cono da 10 pollici.

Mi ero portato la GNG Morgoth 7 perché sapevo che A aveva qualcosa da farmi provare.
Colleghiamo la chitarra all'ampli... scaldiamo un po' e comincio a suonare. In pochi minuti scopro che il volume rappresenta una sorta di gain perchè alzandolo, già da circa ore 10, comincia a sporcare il suono... non nascondo che all'inizio ero deluso... continuando ad alzare il volume il suono si sporca sempre di più e diventa anche sempre più scuro e grosso, non si può dire che verso il massimo arrivi a distorcere ma di sicuro ci si avvicina... mi fa venire in mente le simulazioni di Fender Blackface sentite qua e la... ma non va bene per l'Heavy Metal.
Invece il master volume è il volume generale... Con il volume (quello di prima per intenderci) fisso ad ore 9 si può giocare con il master volume quanto si vuole e si ottiene sempre un suono bello pulito, quasi cristallino... come piace a me. La riserva di volume è di rispetto, certo non ci suoni allo stadio, ma in un pub medio credo di si. Il suono così ottenuto cambia solo di livello di uscita ed è sempre interessante, ovviamente; con una chitarra con i single coil (o con gli splittabili) fa veramente accapponare la pelle per la bellezza e pulizia... in questo modo non satura mai: è bello... ed è valvolare... si sente che è caldo.
Dopo di che servono i pedali: overdrive e distorsori... da provare prima, però... A dice che è un ampli che mangia bene i pedali, però non ha il loop effetti... ed io il delay dove lo metto? Il delay mi serve! Andrebbe messo davanti, ovviamente, ma non mi sconfinfera. Vabbeh... ci penso...

Visti i suoni che ottenevo nei primi minuti penso possa andar bene per tutti i generi in cui serve un suono sporco... per qualche tipo di Rock e per il Blues... non sono un esperto in materia ma penso che si possa fare.

In definitiva è veramente un ampli valido, lo consiglio.


P.S.: Un po'ci sto ancora pensando ora ma non può essere un amplificatore definitivo per me... dovrei comprarlo per giocarci e poi rivenderlo tra un anno o due? Boh!

giovedì 5 novembre 2020

Esperienze di un Cliente Chitarraio: 17 - Only Guitars (Torino)

2016: Ho scoperto questo negozio di Torino un po' in ritardo: si trova in zona tranquilla e residenziale, non proprio in centro, di Torino e ci si arriva facilmente anche con i mezzi pubblici... ma c'è anche parcheggio, di solito.
A dirla tutta non sembra essere molto famoso... non ne ho mai sentito parlare.
Ha un'esposizione di chitarre appena sufficiente ed espone anche chitarre di privati che hanno bisogno di vendere; amplificatori, effetti ed altro invece ce n'è ben pochi! A quanto sembra il tizio fa lavori di liuteria spicciola ed è un chiacchierone da competizione... se entri e gli dai corda non te ne esci prima di mezz'ora.
Faccio anche a lui la proposta di una collaborazione speciale (ripeto ancora: mi sono offerto di recarmi nel suo negozio con cadenza mensile, ma anche più raramente, per non disturbare troppo, in giorni che di volta in volta avremmo deciso per telefono, con treppiedi e macchinetta per girare dei brevi video dimostrativi dei suoi strumenti [sopratutto chitarre]... poi io pubblico i video sul mio canale youtube [e ci faccio una recensione] e lui può farci quel che più gli aggrada [col video originale non compresso]... così io mi tolgo anche lo sfizio di provarli e lui, forse, e sottolineo forse 10 volte, ne vende qualcuno in più...) il tizio mi risponde: E a me che me ne frega, questi strumenti mica sono miei!
Al che mi viene di rispondergli: Ma allora tu qui dentro, col negozio aperto, cosa ci stai a fare? ma scelgo di non prendermela e vado via.

05-2017: Gli chiedo se è disposto ad esporre una mia chitarra perché ho bisogno di venderla e penso sarebbe di grande aiuto, lui accetta gentilmente.

Come si vede non ho molto da raccontare, è qualcosa, ma, per questo, non esprimo giudizi definitivi ogni lettore è libero di farsi la sua opinione... e la sua esperienza se passasse di lì.